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La crisi dei mutui – Lontano dagli occhi, lontano dal cuore


Le comunità di colore, che hanno già perso miliardi di dollari sul valore immobiliare, ora perdono le loro abitazioni. Si tratta di un fenomeno su vasta scala.

Ci sono molte cose che la maggior parte dei giornali o la TV non vi faranno mai sapere. Ad esempio, non saprete mai che ci sono state manifestazioni e conferenze stampa in tutto il Paese all’inizio del mese che richiedevano azioni per far fronte all’emergente crisi riguardante la proprietà di una abitazione. I principali gruppi per i diritti civili e per l’alloggio hanno richiesto una moratoria dei pignoramenti delle case, fenomeno che sta distruggendo sia singoli individui che famiglie e che sta colpendo a dismisura le comunità ispano e afro- americane. Dopo l’ondata di interesse suscitata la scorsa primavera, i principali media - che hanno preso per buona la discutibile opinione che la calamità dei mutui subprime (NDT: crediti immobiliari a tassi elevati accordati a soggetti a rischio) non si riverserà sull’economia a vasta scala- hanno praticamente lasciato cadere il discorso. (Il New York Times gli ha dedicato la copertina del numero 12 di Giugno, con consigli ai richiedenti prestito e corredata da un grafico sconvolgente che mostra la strage dei pignoramenti ai danni dei quartieri neri e ispanici di Chicago.)
Ciò che manca sono soprattutto delle proposte per fare qualcosa in grado di salvare chi oggi rischia di perdere la propria casa.
‘Mentre la nazione sta cercando di riprendersi dalla devastazione causata dalla concessione di prestiti subprime avventati, dobbiamo indirizzarci direttamente all’impatto sproporzionato che essa ha sulle comunità afro-americane, ispaniche e su tutte le altre comunità tradizionalmente svantaggiate’ si legge nella dichiarazione redatta il 4 Aprile da una coalizione di gruppi per i diritti civili e per l’abitazione. ‘Per anni chi concedeva mutui subprime ha preso di mira le comunità di colore e, in maniera aggressiva, ha concesso prestiti pericolosi e disonesti. Come risultato, molti nelle comunità di colore hanno perso miliardi di dollari sul valore immobiliare e adesso stanno per perdere le proprie case su vasta scala.’

I gruppi nazionali per i diritti civili, tra i quali la Leadership Conference on Civil Rights (la Conferenza di Leadership sui Diritti Civili), il NAACP (Associazione Nazionale per il Progresso delle Persone di Colore) la National Fair Housing Alliance (l’Alleanza Nazionale per una Abitazione Equa), il National Council of La Raza (Il Consiglio Nazionale di La Raza), e il Center for Responsible Lending (Centro per Prestiti Responsabili), hanno chiamato in causa i mutuanti, le agenzie che forniscono prestiti e gli investitori che possiedono prestiti subprime inaccessibili con ‘pagamento shock’ di tutto il Paese, affinché istituiscano una moratoria immediata di sei mesi dei pignoramenti delle case subprime e si impegnino attivamente con i proprietari per aiutarli a non perdere le proprie abitazioni, mettendo a disposizione di chi ha un mutuo dei prestiti accessibili.’
‘Concedenti prestiti, servicers e investitori hanno a loro disposizione una varietà di strumenti per ristrutturare o cambiare le condizioni dei mutui con il fine di concedere sollievo ai proprietari delle abitazioni che si trovano adesso a lottare contro prestiti inaccessibili che non sono mai stati pensati per essere sostenibili’ dice il gruppo. ‘I sei mesi serviranno all’industria per lavorare con questi gruppi a fissare dei parametri e stabilire obiettivi a lungo termine per risolvere la crisi dei pignoramenti e fornire aiuto ai mutuatari.’

I mutuatari devono essere messi in condizione di ottenere mutui accessibili adesso

‘La necessità di una moratoria dei pignoramenti per prestiti subprime inaccessibili con ‘pagamento shock’ è urgente, continua la dichiarazione ‘Se mutuanti, servicers, Wall Street e politici lasciano che il flusso dei pignoramenti subprime continui a crescere incontrollato, saranno spazzati via gli anni di progresso economico raggiunto dalle comunità di colore, e diventerà sempre più ampio il il divario tra poveri e ricchi e tra razze diverse.. I mutuatari devono essere messi in condizione di ottenere prestiti accessibili adesso’.
Bene, sono trascorse più di sei settimane da quando questa richiesta è stata avanzata, ma non c'è stata alcuna azione, né moratoria, né la gran parte della popolazione conosce questa proposta.
Ci troviamo nel bel mezzo di un ciclo elettorale presidenziale anticipato e tre dei principali candidati hanno avuto ben poco da dire a tal proposito.

I senatori Hillary Clinton di New York, Christopher J. Dodd del Connecticut e Barack Obama dell’ Illinois hanno richiesto un intervento federale atto a prevenire il ripetersi di tale crisi ma, come ha sottolineato il Los Angeles Times, nessuno di loro ‘ha offerto altro se non vaghe idee per aiutare i mutuatari e nessuno di loro ha richiesto un programma di assistenza federale su vasta scala’.

E se pensate che la mancanza di attenzione data alla crisi dei mutui vuol dire che essa sia stata risolta, sarebbe bene rifletterci di nuovo. ‘Chiunque pensi che, per quanto riguarda il fallimento dei mutui subprime, il peggio sia passato, deve solo aspettare un altro po',’ scrive Gretchen Morgenson, giornalista del New York Times. ‘Uno tsunami di incrementi sui tassi di interesse sta per abbattersi su questi prestiti.’

‘Nei prossimi cinque anni, qualcosa come 1 triliardo di $ sarà rivalutato in mutui a tasso variabile’ scrive la Morgenson, che non ha lasciato cadere la notizia e che è autrice del rapporto più esaustivo sull’argomento. ‘Ma nel frattempo -solo tra Giugno e Ottobre di quest’anno- più di 100 miliardi di $ di tale somma dovranno essere inseriti in un programma di rivalutazione, trattandosi di prestiti che si trovano nella categoria dei subprime più a rischio. Supponendo che l’ultimo tasso di interesse rimanga fermo, molti di quei prestiti che all’inizio offrivano stuzzicanti tassi bassi sono sul punto di essere rivalutatati almeno finoall’11 per cento - o con punte più alte - pari al quattro per cento in più dei tassi di interesse attuali di un mutuo a trent'anni.’
‘Ci sono poche speranze che neanche i mutuatari con maggiore capacità di credito possano sopravvivere a pagamenti shock come questi’, continua la Morgenson. ‘E così, quando la tempesta del riassestamento si scatenerà, aumenterà l’insolvenza e seguiranno i pignoramenti,’ La giornalista aggiunge che è ancora troppo presto per indicare quanti sono i pignoramenti stimati e cita un rapporto del RealtyTrac che ne indicava 1.200.000 nel 2006.

Chiunque pensi che per quanto riguarda il fallimento dei mutui subprime il peggio sia passato, deve solo aspettare un po'

Tre quarti dei prestiti concessi per le case nella prima metà dello scorso anno hanno già superato il tasso di insolvenza previsto quando i loro mutui erano stati preparati e venduti agli investitori,’ scrive la Morgenson. ‘A questo triste scenario si aggiunge il fatto che molti dei prestiti ottenuti recentemente sono in possesso di persone che probabilmente hanno poco o nessun capitale proprio. Mentre i prezzi lievitano sempre di più, questi debitori si ritroveranno ‘a gambe per aria’ - con un debito sul mutuo superiore al valore della casa.’
‘Niente di tutto ciò fa presagire bene per i prezzi delle case, i quali sono già bassi o in fase calante. Ad un certo punto tutti i nodi vengono al pettine.’ aggiunge.
Il 4 Giugno, il nuovo Governatore della Riserva Federale Ben Bernanke ha ammesso che il rallentamento del mercato immobiliare residenziale ‘è probabile rimanga un ostacolo alla crescita economica per un periodo più lungo di quanto previsto,’ ma ancora una volta ha espresso (in apparente contraddizione) la sua fede che tale rallentamento non produrrà alcun effetto negativo sull’economia in generale.
Il 6 Giugno i membri dell’ Association of Community Organizations for Reform Now (ACORN) (Associazione delle Organizzazioni Comunitarie per la Riforma Adesso), hanno tenuto una conferenza stampa a San Francisco di fronte all’ufficio locale della Banca della Riserva Federale. Si è chiesto alla Fed di intervenire per proteggere i proprietari di casa contro prestiti subprime non a norma, e a Bernanke di emanare regolamenti che proteggano le famiglie dei lavoratori dalle pratiche dei prestiti predatori. ‘Chiediamo alla Riserva federale che usi il proprio potere per regolare il mercato più severamente affinché mediatori e concedenti prestiti si assumano le responsabilità per le proprie azioni,’ ha dichiarato Jackie Phillips, vittima di un prestito predatorio, alla rivista online Beyond Chron (la versione a stampa, il San Francisco Chronicle, non si è scomodata a dare eco all’evento.)
L’ACORN ha sponsorizzato simili eventi in altre 25 città del Paese.

Per quanto riguarda le città, Indianapolis è in testa, con una casa su 69 in stato di pignoramento

In California nel 2006 si parlava 142.429 casi di pignoramento documentati – il 131% in più dal 2005 e il terzo maggiore aumento in percentuale nel Paese. Ciò significa un pignoramento ogni 86 famiglie nello Stato, il 14esimo tasso di pignoramento del Paese. A livello nazionale, c’erano 323.102 insolvenze di mutuo tra gennaio e marzo, messe a confronto con i 188.122 registrate durante lo stesso periodo nell’anno precedente – con un aumento del 72 per cento.
Per quanto riguarda le città, Indianapolis è in testa, con una casa su 69 in stato di pignoramento. A seguire Atlanta con 1 casa su 70, Dallas 1 su 99, Memphis 1 su 101, e Denver che registra 1 casa in pignoramento su 105.
‘La gente sottoscrive prestiti che prevedono interessi pessosconosciuti, e dopo due anni si trova qualcosa di totalmente diverso,’ racconta Valerie Adams, membro dell’ACORN di San Francisco, a Beyond Chron. ‘Sarà una strage perché sempre più persone saranno costrette a sgomberare le proprie case, più famiglie che non sapranno dove andare.’
‘Il nostro obiettivo è assicurare alle famiglie dei lavoratori protezione, giustizia e serenità, invece di continuare a dormire notti insonni’, continua Valerie Adams.
Nel frattempo la Presidentessa della Federal Deposit Insurance Corporation (Corporazione Federale di Assicurazione sul Deposito (FDIC), Sheila Bair, ha spronato Wall Street a risolvere il problema della crisi dei mutui per le famiglie con cattivo credito. In un recente appello al American Securitization Forum, gruppo di rappresentanti di coloro cheraccolgono e vendono mutui agli investitori, Sheila Bair ha chiesto agli investitori flessibilità nel ristrutturare prestiti difficili e di assumersi le proprie responsabilità per i mutui a rischio nei quali investono. ‘C’è molto denaro in gioco, e milioni di persone le cui case sono minacciate', ha dichiarato.

La Presidentessa della FDIC, Sheila Bair, ha spronato gli investitori di Wall Street alla flessibilità nel ristrutturare prestiti difficili e ad assumersi le proprie responsabilità per i mutui a rischio nei quali investono.

L’ACORN sostiene di essere a favore di una legislazione che proibisca al creditore di concedere mutui quando è chiaro che il debitore non sarà in grado di estinguerli, né prima né dopo l’aumento del tasso di interesse. Inoltre, chiede che i creditori siano ritenuti responsabili delle azioni degli agenti e che le penali del rimborso su prestiti subprime vengano ridotti o eliminati. ACORN chiede che lo State GeneraAttorney impediscail pignoramento su prestiti predatori e che gli sceriffi delle contee e le corti rifiutino di condurre vendite o messe all’asta di immobili pignorati. Alla domanda su cosa possono fare la comunità, le altre organizzazioni e le istituzioni, la Adams risponde così al Beyond Chron: ‘Andate dappertutto, visitate ogni quartiere, fate conoscere la gravità del problema e chiedete aiuto perché la prossima volta potrebbe capitare a voi.’

di Carl Bloice, Membro della Commissione editoriale, è giornalista a San Francisco. E’ membro del Comitato Nazionale di Coordinamento del Comitato di Corrispondenza per la Democrazia e il Socialismo e ha precedentemente lavorato per un’ sindacato del settore sanitario.

Black Commentator
23 Giugno,2007
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