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Appello: ristabilire il diritto alla casa in Zimbabwe


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Noi, associazioni di abitanti, reti internazionali, gruppi di volontariato, ong, enti pubblici, cittadini del mondo, siamo profondamente feriti e denunciamo l’”Operazione Murambatsvina” (spazza via l’immondizia) lanciata dal Governo dello Zimbabwe. Sottoscrivi l'appello ora!

Noi, associazioni di abitanti, reti internazionali, gruppi di volontariato, ong, enti pubblici, cittadini del mondo, siamo profondamente feriti e denunciamo l’”Operazione Murambatsvina” (spazza via l’immondizia) lanciata dal Governo dello Zimbabwe.

Gli abitanti delle baraccopoli dello Zimbabwe non sono immondizia!

Gli sgomberi stanno infatti colpendo in pieno inverno:


Il Governo dello Zimbabwe sta violando la normativa internazionale: l’art. 11 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, in particolare i Commenti Generali n. 4 e 7 che vietano gli sgomberi senza rilocazione adeguata e concordata, l’art. 14 della Convenzione sull’Eliminazione di tutte le Forme di Discriminazione contro la Donna che richiede agli stati di assicurare adeguate condizioni di vita nelle zone rurali, l’art. 27 della Convenzione Internazionale sui Diritti del Bambino che impone agli stati il rispetto del diritto dei bambini ad una casa adeguata, l’art. 7 e l’art. 17 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici che proibisce i trattamenti crudeli, inumani e degradanti e l’uso arbitrario della forza, l’art. 7(1)(d) e l’art. 7 (2)(d) dello Statuto della Tribunale Internazionale Criminale che codificano il trasferimento forzato della popolazione civile come crimine contro l’umanità.

Perciò, nel quadro della Campagna Sfratti Zero, sostenendo la Dichiarazione congiunta lanciata lo scorso 23/6/05 da oltre 200 associazioni e reti africane ed internazionali contro l’Operazione Murambatsvina, e l’Appello “Cancellare il debito per alloggiare i poveri del mondo”

Chiediamo con forza

Al Governo dello Zimbabwe di:




Al G8 e ai Paesi creditori dello Zimbabwe di:


Alle Nazioni Unite, all’Unione Africana e all’Unione Europea di attivarsi immediatamente per: