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Si è svolto a Barcellona, nella storica sede del sindacato libertario CGT, il Forum Internazionale contro gli sfratti organizzato dall’AIH all’esterno del Forum urbano mondiale istituzionale. Più di 120 rappresentanti di associazioni di abitanti e reti provenienti da tutti i continenti hanno partecipato all’evento portando le loro esperienze di lotta per il diritto alla casa.
Il 15 % della popolazione mondiale è sotto sfratto
Cesare Ottolini, coordinatore AIH e presidente nazionale dell’ Unione Inquilini (Italia) ha introdotto il forum proponendo di confrontare le strategie agite ai diversi livelli, costruendo assieme un sistema di allerta internazionale contro gli sfratti. Ha cominciato subito con il Rapporto sull’Italia ( scarica e leggi il documento in pdf), dove oltre 200.000 famiglie sono minacciate di sfratto, che sarà presentato a Ginevra al Comitato ONU sui Diritti il prossimo 15 novembre 2004 ( vedi).
Padre Daniele Moschetti, missionario comboniano, ha presentato la campagna W Nairobi W che, assieme alle iniziative locali, è riuscita a bloccare le demolizioni e lo sgombero di oltre 300.000 baraccati. Si tratta ora, ha sottolineato, di chiedere l’annullamento del debito estero del Kenya per avere le risorse necessarie alla redistribuzione fondiaria e alle politiche pubbliche di risanamento delle baraccopoli. Ha proseguito Jean Baptiste Eyraud, portavoce del DAL (Francia) mostrando le iniziative realizzate a Parigi a sostegno delle famiglie sfrattate che rivendicano la requisizione degli alloggi sfitti. Anselmo Schwertner (MNLM, Brasile) ha invece sottolineato l’importanza di consolidare il movimento popolare, con l’autogestione e le occupazioni, perché il progressista Lula ha il governo, ma il potere è ancora in mano ai latifondisti. Maite (Assemblea delle Resistenze al Forum di Barcellona) ha spiegato perché le associazioni di abitanti e il movimento altermondialista contestano il Foro della bugia: si tratta di speculazioni edilizie che provocano nuove esclusioni e sfratti, non il dialogo tra le culture. Roger Muro (GIU, Perù) ha presentato la “Campagna per un casa dignitosa per tutti”, che sta dando un seguito concreto alla missione del Relatore speciale per la casa delle Nazioni Unite, sottolineando l’importanza del controllo popolare sullo scambio tra debito estero e politiche pubbliche. Deanne Fowler ( Huairou Commission, USA) ha dato voce al New York City Public Housing Resident Alliance, che rappresenta le 175,335 famiglie residenti nelle case popolari pubbliche in lotta contro la privatizzazione del settore, gli sfratti e la segregazione territoriale ( scarica e leggi il documento). A seguire, Pedro Franco (CUP, Repubblica Domenicana) ha denunciato l’illegalità degli sgomberi in atto nel suo paese, oltre un milione di persone minacciate ( scarica e leggi il documento), annunciando di aver chiesto l’intervento dell’ONU perché sia stabilito un tavolo di confronto per la riforma fondiaria.
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Mentre nel 1950 due terzi della popolazione mondiale viveva nelle campagne, attualmente più di 3 miliardi di persone, cioé metà della popolazione, abitano in città. Di queste, oltre 1 miliardo è senza casa o mal alloggiato, con la prospettiva di un peggioramento delle condizioni abitative di ulteriori 700 milioni entro il 2030, contraddicendo clamorosamente l’Obbiettivo n. 11 degli Obbiettivi del Millennium, che propone di migliorare tali condizioni per 100 milioni di persone entro il 2020
Di fronte a questa situazione catastrofica, UN-Habitat ha organizzato il ( secondo Foro Urbano Mondiale) sul tema «Città : crocevia di culture, inclusione ed integrazione?». Circa 3.000 delegati, in rappresentanza di governi, autorità locali, ngo ed esperti di tutto il mondo, si riuniranno a Barcellona dal 13 al 17 settembre 2004 per fornire indicazioni su come favorire la transizione del pianeta a un mondo urbanizzato.
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Per capire cos’è realmente il Forum Universale delle culture (Barcellona, 9 maggio – 26 settembre 2004) e come si relaziona con il diritto alla città è fondamentale navigare su Barcelona Indymedia e i siti correlati dove si esprime la contestazione della maggioranza della popolazione di Barcellona
Un evento poco culturale, molto mercantile
Dopo le Olimpiadi del 1992 l'amministrazione municipale di Barcellona ha lavorato per vendere all'esterno un'immagine nuova della città "Città della pace", "Città multiculturale", "Città sostenibile"...
Più prosaicamente, poiché nel 2004 terminano i sussidi che dell'Unione Europea ai membri meno sviluppati del Mediterraneo, le élites dirigenti della città hanno inventato un evento speciale per giustificare un finanziamento enorme.
Infatti, se pure tra gli organizzatori del "Forum Universale delle Culture" c'erano all'inizio promotori culturali realmente interessati ai contenuti, questi vennero immediatamente rimpiazzati dalla versione più speculativa e commerciale. È rimasta la retorica dei tre "temi" su cui si muove il Forum : "Pace", "Diversità"", "Sostenibilità" ed una grande enfasi sulla "Partecipazione”.
Ma la realtà è diversa ( vedi): su un costo totale del Forum 2004 di circa 2 miliardi di Euro, solo 319 milioni sono destinati ai contenuti dell'evento, mentre gli altri 1.740 milioni vanno ai progetti di riqualificazione urbanistica ( vedi ). I maggiori beneficiari del Forum saranno dunque le compagnie immobiliari, come Procivesa e Servihabitat, e le multinazionali come General Electric, La Caixa, Retevisiónn, AXA, Deutsche Telekom, etc., che hanno già comprato i terreni espropriati, prima proprietà pubblica o degli antichi abitanti del Poble Nou.
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Universita' Popolare Urbana
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L'Alleanza Internazionale degli Abitanti sta promuovendo una Universita' Popolare Urbana con diverse e complementari funzioni:
1. rispondere al bisogno di ricerca e riflessione su una strategia globale di giustizia per la costruzione sociale dell’habitat e delle tematiche relative alla casa.
2. Incoraggiare, facilitare e rafforzare l’organizzazione dei vari membri IAI.
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IAI cerca traduttori volontari
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Aiutaci a migliorare la comunicazione in diverse lingue: Diventa traduttore volontario per il Diritto alla Casa senza Frontiere!
Grazie in solidarietà a Malcolm Garfield, Sandra Possas, Amador Caieron Junior, Arleene McFarlane, Carolina Alves, Stefania Scodrani, Laurie Caccia, Rebecca Clements, Eva Lisbeth Liscano, Philippa Smith, Marie Ange West, Josep Mª Torrents, Jeanne Mifsud Bonnici, Liana Goshadze, Lydie Bosc, Cinzia Pacetto, Alessia Del Fabro, Cristina Ihiri Haswani, Tim Gutteridge, Veronica Atzei, Elvira De Rosa, Stéphan Lebeaux, Brendan Sutherland, Ana Mary da Costa Lino Carneiro, Alexandre Hanin, ...
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Una casa tra i rifiuti
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W Nairobi W su Kataweb
Il 55 percento della popolazione di Nairobi vive in baraccopoli prive di acqua, fogne e luce, che il governo keniota è intenzionato a demolire senza provvedere a una sistemazione alternativa. Per questo è nata la campagna W Nairobi W, ma fermare i bulldozer non basta...
Non solo degrado
Gli scatti di Francesco Fantini documentano una realtà in cui convivono miseria e desiderio di una vita normale.
Potete vedere le sue fotografie su Kataweb
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